Carlo Perrella - “Tempiese” 1937

Cesare Vergnano -” Tregua”   1937-

Domenico Peretti Griva . “La strada verso il bosco” 1937

Enrico Lattuada - “Studio di nudo” 1937

Federico Vender - “Berlino” 1937

Fosco Maraini . “Artiglieri a quota 4000” - 1937

Gino Pavanello “Napolitana”

Giorgio Leblanc “Preraffaelita”

 

Giorgio Tani

Tra Storia e Memoria

ANNUARIO  AFI 1937

Qualcuno ha scritto la Storia della Fotografia Italiana e di quella ci siamo appagati. Qualcun altro ha scritto qualche altra Storia della Fotografia Italiana, non andando a cercarla dov’era, ma rifacendosi a “quella” Storia già scritta e approvata per applauso, ovvero, per quanto riguarda la fotografia amatoriale: prima di Verbania (1969)  le pecore, prima della 2° Guerra Mondiale niente.

Nel nostro anfratto amatoriale,  forse sarà anche così, ma ogni tanto capita di restare piacevolmente stupiti da qualche pubblicazione d’epoca che, osservata in  una visione filologica, o meglio fotologica, dimostra che, insomma, qualcuno, in sintonia con i propri tempi artistici, faceva foto davvero interessanti. C’erano anche organizzazioni di rilievo che collegavano tra loro i singoli e i circoli. Con i dovuti parametri allora come ora la fotografia amatoriale era praticata e guidata con regole e finalità simili. Lo dimostra  l’Annuario Fotografico Italiano, “ad lucis artem”, anno  1937,  edito a Torino dall’AFI Associazione Fotografica Italiana.

“Provvidero alla scelta delle opere i soci: Ambrosio Vittorio, Bellavista Mario, Collo Costanzo, Migliardi Edoardo (Genova) , Moncalvo Riccardo, Vender Federico (Milano).”

Sintesi della prefazione: “l’Annuario era alla seconda edizione, 100 i fotografi di varie regioni. 700 gli iscritti all’AFI, il volume rispecchia il grado di affinamento artistico raggiunto dimostrato dalle esposizioni internazionali dove l’Italia si è classificata quasi ovunque tra le prime nelle graduatorie per nazioni. Le 95 opere pubblicate vengono esposte dalla Royal Photographic Society of Great Britain di Londra e dalla Societé Francaise de Photographie di Parigi e presso altre importanti Associazioni estere che hanno cordiali rapporti di collaborazione con l’AFI. Espressione migliore dell’attività fotografica  nazionale dell’annata, la pubblicazione viene dedicata agli artisti fotografi del mondo intero a testimonianza  della sensibilità artistica italiana che in ogni arte ed in ogni tempo è ancora pura, sempre bella, vibrante di perenne giovinezza. Così come la stirpe dalla quale scaturisce”. Firmava La Presidenza Generale dell’Associazione Fotografica Italiana, “ad lucis artem”. (traduzioni in francese, inglese, tedesco, spagnolo.

L’introduzione è affidata a Domenico Riccardo Peretti Griva (n.d-r-: un nome le cui opere destano ammirazione ancora oggi).

Stralcio alcune frasi:

“…Non vi siete mai chiesto, nel giudicare una fotografia, se vi sarebbe piaciuto appendere quel lavoro alla parete del vostro salotto, e se avrebbe continuato a piacervi dopo 15 giorni, dopo 6 mesi, dopo 2 anni?

…Molte volte l’opera d’arte – e che la fotografia possa avere diritto di essere così qualificata non è ormai più contestato che da qualche ignorantello presuntuoso, o da qualche sconsiderato maniaco della polemica, o da qualche fossile dell’epoca terziaria che ancora non è giunto ad apprezzare la evoluzione dal tempo della rudimentale dagherrotipia – si esprime più ancora nel suo contenuto ideologico che non nella sua estrinsecazione formale.

…E’ per questa ragione che io non mi scandalizzo se in una fotografia esiste un cielo troppo scuro o un’ombra troppo nera e priva di mezze tinte, quando il difetto fotografico mi mette in maggior evidenza, quasi sublimandolo, idealizzandolo, un significato squisito di una luce, di un bianco.

…Occorre avere molta elasticità nel giudicare i lavori altrui…

…Gli ipercritici, di regola, trovano, nel loro spietato coltello anatomico, la morte della loro emozione

…Considero artificioso l’uso del bisturi per ricercare che cosa ci sia sotto l’epidermide di una bella creazione. I valori della estetica e della emozione debbono, a mio avviso, essere considerati per se stessi, in senso assoluto, non attraverso l’indagine sui mezzi usati per ottenerli.

…Le regole estetiche si debbono sentire quasi inconsciamente e quindi non si debbono dire per non creare meriti intellettuali che spesso non esistono o per non diminuire dei meriti sentimentali istintivi che esistono in larga misura…”

Dopo la parte fotografica l’Annuario si conclude con l’elenco degli autori e dei titoli con descrizione tecnica. Es.: pag. 17 Vender Federico – Milano – “Berlino” – Super Ikonta 6x9 – Tessar 1:3,5 – diafr. 5,6 – Settembre ore 13, sole – Isocrom AGFA – I/20 di secondo – Svil. Metol – Ingrand. Bromuro.

Infine viene riportato lo Statuto AFI, i cui scopi sono gli stessi nostri FIAF. Ne riporto alcuni punti:

  • Indirizzare tutti coloro che si occupano di fotografia, verso forme elevate delle loro manifestazioni in tal campo.
  • Guidare i Soci attraverso lo studio pratico della fotografia promovendo manifestazioni culturali, quali conferenze, riunioni, proiezioni, esperimenti e dimostrazioni, sia in laboratorio che all’aperto; editare pubblicazioni tecniche.
  • Promuovere mostre personali e collettive che siano la dimostrazione tangibile della operosità e dell’ascesa tecnico artistica degli Associati.
  • Favorire la creazione di raggruppamenti amichevoli di amatori fotografi , in tutti i principali centri e specialmente dove la fotografia, intesa con senso d’arte, è conosciuta….

…L’Associazione Fotografica Italiana “a.l.a.” per realizzare quanto si prefigge impiega ogni possibile mezzo sia materiale sia morale, offrendo ai Soci la sensazione di trovarsi nella Società come in seno ad una grande famiglia dalla quale possono sempre ricevere larghe messi di amichevoli consigli, suggerimenti, aiuti, indirizzi atti a stilare in essi tutto ciò che la fotografia come tecnica, scienza ed arte richiede. “

Tutto questo in una pubblicazione di 67 anni fa. Qualcuno penserà che non valeva la pena di sciupare pagine per roba vecchia, ma io credo che non sia male avere conoscenza del nostro passato, averne memoria e rispetto.

Tra gli autori delle foto che pubblichiamo ci sono Riccardo Moncalvo e Fosco Maraini. Li abbiamo incontrati recentemente, abbiamo avuto tra le mani le loro fotografie per le nostre pubblicazioni attuali. Tra gli autori c’è anche Italo Bertoglio, undici anni dopo sarà il primo presidente della neonata FIAF. La fotografia accosta e quasi confonde tra loro storia, memoria, attualità: si ha davvero, con chi ci ha preceduto e con chi ci è contemporaneo, la sensazione di “trovarsi in seno ad una grande famiglia” con un suo passato ed un suo avvenire.

Giorgio Tani   (FOTOIT)

 

 

Gustavo Bondi “In Val Gardena” 1937

 
 
 
 
 

Italo Bertoglio “Lo sternuto” 1937

Lelio Nutini “Alba sul Lungarno” 1937

Riccardo Moncalvo “Uomo frettoloso” 1937